Cosa vedere nella Basilica di San Zeno a Verona: analisi artistica

La Basilica di San Zeno (nota anche col nome di San Zeno Maggiore o San Zenone) è una basilica minore di Verona, molto conosciuta nel Nord Italia. La sua fama si basa in parte sulla sua architettura e in parte sulla tradizione che la sua cripta fosse stato il luogo del matrimonio di Romeo e Giulietta, i famosi personaggi dell’opera di Shakespeare. Si trova adiacente ad un’abbazia benedettina, dedicata ugualmente a San Zeno di Verona.

S. Zeno morì nel 380. Secondo la leggenda proprio in un sito sopra la sua tomba lungo la via Gallica, la prima piccola chiesa fu eretta dal re Teodorico il Grande, capo degli Ostrogoti. Questa costruzione tenne assieme alla basilica ed al monastero associato iniziato nel 9 ° secolo, sino a quando il vescovo Ratoldus ed il re Pipino d’Italia non parteciparono alla traslazione delle reliquie del santo nella nuova chiesa. Questo edificio è stato danneggiato o distrutto da un’invasione magiara nei primi anni del 10 °secolo, momento in cui il corpo di Zeno è stato spostato nella Cattedrale di Santa Maria Matricolare: il 21 maggio 921 tuttavia è stato restituito al suo sito originale nella cripta della chiesa attuale. Durante il 967 venne costruito un nuovo edificio in stile romanico dal vescovo Raterius di Verona con il patrocinio di Ottone I del Sacro Romano Impero.

Il 3 gennaio 1117 la chiesa, insieme alla maggior parte della città, venne purtroppo danneggiata da un terremoto; la chiesa fu restaurata e ampliata nel 1138. Il lavoro è stato completato nel 1398 con la ricostruzione del tetto e dell’abside in stile gotico.

La chiesa di San Zeno ha costituito il modello per tutte le successive pianificazioni di edifici romanici a Verona: costruita in tufo color crema, la facciata di questa basilica è divisa in tre componenti verticali, con la navata centrale sormontata da un timpano, il tutto supportato su piccole arcate cieche. Le intersezioni delle tre parti sono contrassegnate da pilastri angolari che terminano con capitelli di foglie sotto il frontone; un effetto piuttosto bello dal punto di vista visivo e artistico.

Attraverso la facciata, a livello dell’architrave della porta, vi è una galleria con archi accoppiati, divisi da colonnine sottili accoppiate identiche a quelle sopra nella rosone. Il marmo rosa delle arcate un tempo doveva essere in contrasto con la pietra grigia grigia della facciata ma ora questo è appena percettibile. La facciata di questa basilica è ulteriormente divisa verticalmente da lesene poco profondi, passando visivamente attraverso le colonnine ed il timpano. Il frontone triangolare definisce la navata e crea un forte contrasto con la pietra di tufo del resto della facciata della chiesa, essendo di marmo bianco diviso per sette pilastri in marmo rosa. Nel 1905 disegni di graffiti raffiguranti forse un grande Giudizio Universale sono stati scoperti sul frontone.

Al centro della facciata superiore vi è un rosone, nella forma di una ruota della fortuna, opera di Brioloto; trattasi di uno dei primi esempi del romanico di una tale struttura che doveva diventare una caratteristica particolare di architettura gotica. Il bordo esterno della finestra è decorato da sei cifre che rappresentano le oscillazioni della vita umana. Il portico è del 12 ° secolo con i leoni alla base delle sue colonne, che sono simboli di legge e di fede. I pennacchi dell’arco esterno hanno ciascuno un bassorilievo raffigurante San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, mentre sopra l’arco sono presenti l’agnello e la mano benedicente di Dio.

Sopra la porta vi è una lunetta con scene della storia Veronese del tempo, tra cui ricordiamo la consacrazione del comune di Verona, l’immagine di San Zeno sopra il diavolo, (simbolo del potere imperiale) e San Zeno. Sotto la lunetta sono presenti bassorilievi con i miracoli di San Zeno.

Il portale è affiancato da vari bassorilievi che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, insieme con episodi della vita di Teodorico: il duello con Odoacre ed il re a caccia di un cervo, simbolo del diavolo nella leggenda di Teodorico.

La porta di bronzo della Basilica di San Zeno è decorata con 48 pannelli quadrati. Le identità di tutte le figure ritratte non è nota: includono vari santi come san Pietro; Paolo; Zeno; Sant’Elena; Matilde di Canossa (che aveva frequentato l’abbazia); e suo marito Godfrey, così come lo scultore ignoto autore del lavoro. Altri pannelli mostrano le tre virtù teologali e, negli otto più piccoli, i temi collegati alla musica. Per quanto riguarda la datazione, alcuni dei pannelli sono stati fatti da maestri sassoni di Hildesheim nel 11 ° secolo, mentre altri sono originari di maestri veronesi.

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